Alimentazione: è tempo di cambiamenti epocali
La qualità e la salubrità di un alimento deriva sicuramente dall’efficienza della filiera di produzione la quale, attraverso vari passaggi che vanno dal produttore al consumatore, vive diverse fasi delicate dal punto di vista della salvaguardia della bontà e della integrità dell’alimento stesso. E’ necessario, quindi, costruire un percorso informativo destinato al grande pubblico al fine di portare a conoscenza di tutti le varie fasi che gli alimenti attraversano prima di arrivare sulle nostre tavole. Per questo, una parte della popolazione più informata e attenta alla tavola, sta cambiando atteggiamento nei confronti dei consumi alimentari: preferisce la qualità alla quantità e sempre più guarda ai prodotti locali. In pratica, si può affermare con certezza che si sta diffondendo oggi la richiesta di informazione sulla sicurezza e qualità dei prodotti. In Molise, terra di grandi tradizioni culinarie e risorse enogastronomiche, occorre saper cavalcare col piglio giusto e con professionalità l’onda del cambiamento, per soddisfare non solo le rinnovate aspettative dei consumatori locali, ma anche quelle di migliaia di turisti che ogni anno visitano la nostra regione. Concentrando l’attenzione quindi anche sui risvolti di carattere economico e commerciale che ne derivano. Ma per entrare in questa nuova logica e porre le basi per raggiungere dei risultati concreti è necessario un cambio di rotta, un nuovo modo di agire e di pensare. Occorre innanzitutto dare la giusta importanza al piacere legato al cibo, imparando a godere delle diversità delle ricette e dei sapori, e riconoscere la varietà dei luoghi di produzione, degli stessi produttori e rispettare il convivio nel ritmo delle stagioni. Si parla tanto di eco gastronomia, capace di unire il rispetto e lo studio delle culture enogastronomiche a sostegno di quanti nel mondo si adoperano a diffondere la biodiversità agroalimentare. È anche compito della nostra categoria affermare la necessità dell’educazione del gusto come migliore difesa contro la cattiva qualità e le frodi e come strada maestra contro l’omologazione dei nostri pasti. Operare per la salvaguardia delle cucine locali e delle produzioni tradizionali, delle specie vegetali e animali a rischio di estinzione, e sostenere con forza un nuovo modello di agricoltura, devono essere considerate, senza esitazione, imprescindibili priorità. In linea con questa importante trasformazione, il passaggio, che può avere connotazioni in un certo senso persino epocali, da “fast food” (il pasto veloce proposto dal modello americano) a “slow food” (il pasto lento tornato in voga negli ultimi anni). Proprio i tempi frenetici che scandiscono la vita familiare sono la causa, negli ultimi decenni, delle cattive abitudini alimentari. Per tale motivo va ritrovata una giusta dimensione, un nuovo livello caratterizzato da valori e parametri diversi, che pongano in primo piano la qualità e non la quantità, il benessere psicofisico e non il consumismo sfrenato, l’insostituibile primato della storia e delle tradizioni di un popolo e di una terra, contro una globalizzazione che mira soltanto all’omologazione e all’appiattimento a favore dei poteri forti della società post - industriale.
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