I° Edizione della “Spezzzatura del maiale”
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| Momento del convegno |
L’organizzatore Francesco Montecarlo ci
spiega come l’evento non a caso si inserisce proprio durante i festeggiamenti
di Sant’Antonio Abate, che ha come simbolo proprio un maiale.
Trivento ha alle spalle una lunga
tradizione di suinicoltura e lavorazione di carne suina, che oggi tenta il
rilancio, cercando nuova linfa seguendo la strada dell’innovazione e della
qualità.
L’evento durato tutta la giornata si è svolto
nella sala del centro polifunzionale Alle 10 ha preso il via la lavorazione
della carne da parte dei Maestri Macellai di Trivento, si è potuto assistere alla
lavorazione delle carni e al confezionamento di insaccati, della spalla, del
culatello e di un prosciutto al modo tradizionale. I maestri macellai Scarano
Pietro, Scarano Daniele e Fiore Lorenzo, trio esperto e affiatato, a ritmo di
organetto hanno plasmato sotto gli occhi attenti e entusiasti degli spettatori,
tutti i tagli della carne suina adornandola di composizioni ortolane. Il
presidente della Federcarni Molise Michele Natilli oratore della lavorazione
delle carni ha spiegato e suggerito come
esaltare i tagli in cucina.
In effetti, per la città di Trivento e
per il suo contado il maiale nel passato doveva rappresentare una formidabile
risorsa alimentare, tanto è vero che, nella zona, era tradizionalmente presente
fino a pochi decenni fa la pratica di allevare durante l’anno il porco di
Sant’Antonio. Tutti dovevano concorrere a nutrirlo per poi mangiarlo il giorno
della festa del Santo, il 17 gennaio, in un grande banchetto collettivo. Quello
stesso giorno si svolgeva nella città e nella campagna la cerimonia della
benedizione degli animali, che, ripuliti e infiocchettati, venivano portati
alla cerimonia della benedizione.
Come è noto, l’uccisione del maiale nel
mondo contadino del passato rappresentava una vera grande festa. Di norma
avveniva dal mese di Dicembre al mese di Febbraio , ma la “spezzatura” del
suino si svolgeva nei giorni a seguire con la preparazione di piatti saporiti
come lo spezzatino, gli ‘ntriti, i fagioli con le cotiche, i fegatelli,
bistecche e braciole, il sanguinaccio ecc…
All’imbrunire
si è dato vita al Fuoco di Sant’Antonio” organizzato dell’associazione Club
Fuoristrada del Trigno, con la benedizione di Mons. Don Orlano Di Tella. A
seguire la tavola rotonda dal titolo
““Caratterizzazione delle carni suine, peculiarità per la valorizzazione delle
produzioni tipiche molisane” che ha visto il susseguirsi di relatori: Don
Orlando che ha spiegato il connubio tra Sant’Antonio Abate, il fuoco e il
maiale, il Direttore Dell’Ass.Reg. Allevatori Francesco D’Orsi, il presidente Michele Natilli e grande attesa
per la relazione del Prof. Giampaolo Colavita dell’UNIMOL che ha tenuto una
relazione sulle proprietà nutritive della carne suina. Infine il Presidente
dell’Ass.Naz. Comuni Molisani Franco Miranda, esperto di tradizioni popolari ha
fatto un excursus storico riproponendo la festa del maiale tra credenze e
tradizioni. Il moderatore della tavola rotonda Dott. Liborio La Porta ha chiuso
i lavori spronando e appellandosi ai giovani alla riscoperta di determinati
lavori quali appunto l’allevamento, quale possibilità di lavoro imprenditoriale.
La serata è continuata con la musica
degli organetti dei Maestri Minichillo Danilo e Massimiliano di Palma e la
degustazione di un piatto tipico triventino “Lo Spezzatino” preparato dalle
mani esperte dell’ Associazione “il cenobio” di Maiella cui va il plauso e il
ringraziamento di tutti i partecipanti.
Durante la festa sono stati venduti i biglietti
per la lotteria con in palio i vari pezzi del maiale per ben 36 premi che hanno
fatto felici non solo i vincitori ma soprattutto l’Associazione “Cielo e Terra”
di Trivento a cui è andato il ricavato.


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