Qualità
e caratteristiche delle carni
Dal secondo dopoguerra ad oggi le attività agricole
sono state caratterizzate, in Italia come nel resto d’Europa, da un rilevante
processo evolutivo. Gli animali, nel corso dei secoli, sono stati allevati per
motivi ben precisi. Da un lato per realizzare materie prime come lana e pelli.
Dall’altro, per fornire alimenti e in quest’ultimo caso vengono utilizzati
anche come trasformatori di sostanze vegetali, di scarsissimo valore
alimentare, in prodotti pregiati insostituibili per l’alimentazione umana come
le uova, il latte, il miele e la carne. Nella storia dell’umanità la carne
rappresenta il cibo proteico per eccellenza, perché nella sua composizione
entrano a far parte proteine in percentuale elevate. Se non si mangiano
abbastanza proteine e si eliminano totalmente i grassi, la pelle diventa meno
elastica perché vengono a mancare gli amminoacidi essenziali come la cistina e
la liscina necessari per la produzione del collagene, la proteina che rende la
pelle elastica. I grassi invece devono costituire il 25% delle calorie
giornaliere: servono al film idrolipidico della pelle e alla produzione di
diversi ormoni. Il consumatore, molto spesso, è portato a considerare
l’estetica come la principale qualità delle carni, anziché la qualità come
bontà intrinseca. Infatti il termine “qualità”, nonostante il suo impiego
sempre più ampio, viene spesso usato in maniera non appropriata. Le
caratteristiche che concorrono a determinare la qualità delle carni possono
essere distinte in: igienico-sanitarie,
nutritive, organolettiche. La qualità igienico-sanitaria è un carattere
essenziale che tutti gli alimenti devono possedere per essere dichiarati idonei
e destinati all’alimentazione umana. Rappresenta la peculiarità che deve
precedere ogni altra valutazione sugli aspetti qualitativi e quantitativi. Nel
caso delle carni è l’azione di controllo del Veterinario Ispettore, che si
articola in due fasi: ispezione e vigilanza. Le caratteristiche nutritive
riguardano la composizione chimica, le proprietà dietetiche e le vitamine. La
carne contiene sia vitamine idrosolubili (B1, B2, B6, B12, C), che vitamine
liposolubili (vit. A). Ma in particolare la carne contiene vitamina B12, la
quale non è presente nei vegetali, una sua carenza determina nell’uomo
l’anemia. La carne contiene grande quantità di ferro. Il ferro è un elemento
indispensabile per la vita. Quasi tutti gli alimenti vegetali e animali
contengono ferro da 1 a 3 mg. Ogni 100 g. di prodotto, ma conta la sua
biodisponibilità, cioè la quantità di ferro che riesce a passare dall’intestino
a sangue. Il ferro è presente negli alimenti in due forme “eme” legato a
emoglobina; e non “eme” libero nel sangue. La carne contiene grandi quantità di
ferro “eme”, che viene assorbito molto bene dal corpo umano (fino al 40%) del
totale. Le qualità organolettiche si riferiscono al profumo, alla gradevolezza,
al gusto, al sapore. Gli elementi principali per la valutazione qualitativa
delle carni sono: il colore, la grana, il tessuto muscolare, connettivo ed il
grasso di infiltrazione. Tutti requisiti necessari per poter gustare al meglio
le carni. Il colore: la colorazione delle carni è dovuta essenzialmente a dei
pigmenti che si trovano nei fasci muscolari e nel sangue dell’animale. Una
particolare proteina muscolare, la mioglobina o vitamina E, che inevitabilmente
rimane all’interno delle massi muscolari dopo la morte dell’animale. La
vitamina E di origine vegetale viene concentrata nei muscoli ed organi degli
animali erbivori, e la loro carne diventa un’importante fonte di tale vitamina,
quindi il colore della carne non ha soltanto un valore estetico, ma anche
nutrizionale e sanitario. La Tenerezza: è la più importante qualità delle carni
che il consumatore è portato a considerare, esprime la facilità con cui la
carne si lascia masticare. Tutto ciò e dovuto oltre all’età dell’animale, alla
capacità di un muscolo di trattenere i propri liquidi e di assorbirne altri
dall’esterno, liquidi che la carne libera in bocca al momento della
masticazione. Tutto ciò e dato in gran parte dal grasso, che contribuisce a
mantenere la tenerezza sciogliendosi nel liquido di cottura e lasciando
all’interno della carne la giusta quantità d’acqua. Una carne molto magra, va
incontro durante la cottura ad un processo di contrazione delle fibre, perdendo
l’acqua di costituzione nel recipiente di cottura, rimanendo insipida e dura,
infatti più la carne è grassa e minore è la sua tendenza a perdere acqua.
Il sapore: è veramente molto difficile definire con
esattezza il sapore delle carni dato che è un aspetto molto soggettivo, ognuno
di noi ha le sue preferenze le sue opinioni. Molto però dipende dal tipo di
allevamento e dagli alimenti che gli vengono somministrati, importante è
l’alimentazione nel periodo finale dell’allevamento, l’aroma di foraggi
profumati, di sfarinati di cereali come orzo, fave, avena, mangimi naturali,
finisce nella carne, profumi ed aromi che la carne sprigiona al momento della cottura.
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