domenica 9 settembre 2012

I DIRITTI DELLA PICCOLA ECONOMIA.



La piccola economia, a Campobasso, non ha più diritti


Con la crisi  della Fiat e poi di altri grandi colossi dell’industria italiana e locale (vedi Arena e zuccherificio) abbiamo avuto spiacevoli conferme. Le grandi aziende vivono su un altro pianeta e le piccole aziende ne subiscono le inevitabili conseguenze.
I soldi dello stato (quindi di tutti noi contribuenti) salvano le grandi industrie e le piccole restano sole e abbandonate al loro destino.
Centinaia di imprese hanno abbassato definitivamente la saracinesca, piccoli e grandi sogni e piccole e grandi attività sono state interrotte dall’irriverenza di perversi giochi di potere. Perdita di tanti posti di lavoro e disagi familiari sono le conseguenze di un progetto assurdo, che ha sacrificato sull’altare di un’economia inquinata un intero patrimonio storico. Fatto di famiglie e di persone vere (non di intrecci finanziari e clientele elettorali) che con perseveranza, sacrificio e professionalità hanno tramandato un mestiere di generazione in generazione ed hanno arricchito prodotto un benessere duraturo e reale alla loro terra.
I dati diffusi i in questi giorni sui giornali nazionali e locali (inchiesta di Altroconsumo sulla spesa negli ipermercati) rappresentano la classica (e amarissima) ciliegina sulla torta. Ciò che la Federcarni denuncia ormai da troppi anni ha trovato conferma nell’inappellabile sentenza dei numeri: quello pubblicizzato ogni giorno dai nostri centri commerciali è un falso risparmio! La grande distribuzione, nel capoluogo molisano, ha monopolizzato il mercato e, con la complicità di un’intera classe dirigente, ha “spremuto” a dovere le famiglie. Dopo  il danno (la chiusura di tante imprese locali), adesso pure la beffa: prezzi altissimi e zero risparmio per i consumatori.
Il governo regionale, la politica locale e le varie organizzazioni che dovrebbero battersi per tutelare l’equilibrio economico e lo sviluppo commerciale della nostra regione (istituzioni fondate per la gestione e la promozione dello sviluppo economico del territorio) hanno imperdonabili colpe. 
In questa società abbiamo tutti gli stessi doveri ma anche gli stessi diritti.
Bisogna creare importanti progetti, prima che sia troppo tardi, per salvaguardare un’importantissima realtà sociale: la piccola e media economia.
Tra i mille problemi e contro l’anonimato, che il Molise ogni giorno è costretto ad affrontare, la Federcarni ha intenzione, fino a quando l’entusiasmo e la voglia d’imparare e d’insegnare non saranno esauriti, di divulgare le radici più profonde della cultura economica, sociale e imprenditoriale  molisana.

                                                                                                                       Michele Natilli.


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