Alimentazione: le offerte che non
fanno bene alla salute.
I dati diffusi i in
questi giorni sui giornali nazionali e locali
confermano ciò che la nostra
Federazione da tempo e, quasi sempre
sola denuncia ormai da troppi anni. I centri commerciali, nel capoluogo molisano,
monopolizzano il mercato e grazie a strategie politiche fallimentari e ad un
evidente regime di concorrenza sleale sono in grado di fare il buono e il
cattivo tempo e di speculare al meglio sulla spesa dei cittadini. Risultato?
Campobasso, come rivela l'indagine di Altroconsumo, è la città in cui (negli
ipermercati e supermercati e discount) si risparmia meno. Davvero un brutto
risveglio per tutti coloro (amministratori, osservatori e specialisti di ogni
ordine e grado) che hanno voluto farci credere che l'attuale sistema economico
cittadino portasse immensi benefici al contesto sociale. A questo punto la sbornia è ufficialmente
finita e la propaganda vale meno di zero. La realtà rivela che le
preoccupazioni della Confcommercio hanno più di un fondamento e che la sua
battaglia non è solo di "categoria" e non riguarda soltanto la
sopravvivenza dei tanti piccoli negozi locali costretti in questo decennio ad
abbassare la saracinesca ma anche la tutela di consumatori che,
in un periodo di profonda crisi
come questo, son costretti a pagare a caro prezzo (e proprio il caso di dirlo)
scelte che hanno favorito pochi a discapito dell'intera comunità. E' una
sconfitta per tutti. Tranne ovviamente per chi si è arricchito sulle spalle dei
campobassani. Mi auguro però che sia l'inizio, di una nuova "stagione",
in cui il ruolo dei piccoli punti vendita - alla luce di questi numeri - sarà
presto rivalutato non solo per il già ben noto e consolidato servizio sociale
che offrono alla cittadinanza ma anche dal punto di vista strettamente
economico. Perché gli slogan delle cosiddette "cattedrali della
spesa" hanno ormai perso
credibilità e i consumatori sapranno valutare
il vero "risparmio". Ma alla base di tutto ci deve essere
consapevolezza di portare avanti uno stile di vita salutare, in cui bisogna
tenere in considerazione le qualità e proprietà nutritive dei cibi che
acquistiamo, indipendentemente dalla pioggia di pubblicità da cui siamo
bombardati. L’obiettivo della nostra Federazione è di formare dei consumatori
consapevoli sui principi della sana alimentazione, per valorizzare i fondamenti
della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti
dell’agricoltura con il cibo consumato ogni giorno. Evitare di seguire alcune
tendenze in voga fra i giovani che portano a escludere dalla dieta alimenti
come carne e pesce (ottime fonti di ferro) e latte e derivati (ottime fonti di
calcio).
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