mercoledì 27 agosto 2014




"Noi siamo quello che mangiamo". Ecco cosa fare per proteggere la nostra salute


Non basta più avere la sorveglianza istituzionale sulla sicurezza alimentare. Occorrono norme legislative in grado di definire la composizione molecolare e nutritiva dei cibi, prodotti in funzione della salute del corpo umano e non solo in funzione della resa economica. L’agricoltura è oggetto d’interessi soprannazionali, disciplinati da organismi come l’Unione Europea, che adeguandosi al processo di globalizzazione dei mercati, ha previsto anche per le derrate agricole l’abolizione graduale di molte delle misure protezionistiche adottate da diversi paesi per tutelare i propri prodotti agricoli, esponendo alcuni sistemi, fra cui quello europeo, a una concorrenza sui prezzi assai difficile da sostenere.

Già nell'800 il filosofo tedesco Feurbach aveva compreso che la bellezza e la salute sono strettamente correlate con i cibi cui ci nutriamo. La sua teoria si riassume nella frase "noi siamo quello che mangiamo" che,  ancora oggi, è alla base delle più moderne filosofie dell'alimentazione. Purtroppo per molti questa teoria si è tradotta in alimenti sconditi,  insalatine,  carni bianche arrostite ed altre diavolerie simili.

Tutto ciò che mangiamo va condito e pure bene, perché i grassi sono indispensabili per il nostro organismo e quindi per il nostro benessere. Quelli vegetali che bloccano il colesterolo cattivo e ricreano quello buono oltre a favorire le vitamine liposolubili che hanno funzioni antiossidanti e antitumorali. Non bisogna poi trascurare i grassi di origine animale, che forniscono energie ai nostri tessuti idratandoli naturalmente, apportano acidi grassi essenziali della famiglia omega-6 (acido linoleico) e della famiglia omega-3 (acido linolenico) e favoriscono l’assorbimento delle vitamine liposolubili A, D, E, K e dei carotenoidi.

In sintesi, la “Terapia Micro Nutrizionale”, consente l’ottimizzazione del metabolismo del nostro corpo, attraverso la corretta scelta e associazione di alimenti di alta qualità, al fine di garantire il necessario apporto dei micronutrienti essenziali, senza l’utilizzo di farmaci o integratori alimentari, così da consentire il raggiungimento del pieno benessere psicofisico. Come? Reinserendo nella nostra alimentazione quei micronutrienti essenziali, quasi scomparsi dai cibi presenti attualmente sulle nostre tavole, a causa della bassa qualità degli stessi e di una scarsa consapevolezza di quali siano effettivamente i cibi di buona qualità. Per promuovere la salute, in particolare, sarebbero necessari programmi di educazione alimentare che permettano agli individui di gestire in modo equilibrato la loro nutrizione secondo le disponibilità locali e le tradizioni culinarie regionali.


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