
"Noi siamo quello che mangiamo". Ecco
cosa fare per proteggere la nostra salute
Non basta più avere la sorveglianza istituzionale sulla
sicurezza alimentare. Occorrono norme legislative in grado di definire la
composizione molecolare e nutritiva dei cibi, prodotti in funzione della salute
del corpo umano e non solo in funzione della resa economica. L’agricoltura è
oggetto d’interessi soprannazionali, disciplinati da organismi come l’Unione
Europea, che adeguandosi al processo di globalizzazione dei mercati, ha
previsto anche per le derrate agricole l’abolizione graduale di molte delle
misure protezionistiche adottate da diversi paesi per tutelare i propri
prodotti agricoli, esponendo alcuni sistemi, fra cui quello europeo, a una
concorrenza sui prezzi assai difficile da sostenere.
Già nell'800 il filosofo tedesco Feurbach aveva compreso che la
bellezza e la salute sono strettamente correlate con i cibi cui ci nutriamo. La
sua teoria si riassume nella frase "noi siamo quello che mangiamo"
che, ancora oggi, è alla base delle più moderne filosofie
dell'alimentazione. Purtroppo per molti questa teoria si è tradotta in alimenti
sconditi, insalatine, carni bianche arrostite ed altre diavolerie
simili.
Tutto ciò che mangiamo va condito e pure bene, perché i grassi
sono indispensabili per il nostro organismo e quindi per il nostro benessere.
Quelli vegetali che bloccano il colesterolo cattivo e ricreano quello buono
oltre a favorire le vitamine liposolubili che hanno funzioni antiossidanti e
antitumorali. Non bisogna poi trascurare i grassi di origine animale, che
forniscono energie ai nostri tessuti idratandoli naturalmente, apportano
acidi grassi essenziali della famiglia omega-6 (acido linoleico) e della
famiglia omega-3 (acido linolenico) e favoriscono l’assorbimento delle vitamine
liposolubili A, D, E, K e dei carotenoidi.
In sintesi, la “Terapia Micro Nutrizionale”, consente
l’ottimizzazione del metabolismo del nostro corpo, attraverso la corretta
scelta e associazione di alimenti di alta qualità, al fine di garantire il
necessario apporto dei micronutrienti essenziali, senza l’utilizzo di farmaci o
integratori alimentari, così da consentire il raggiungimento del pieno
benessere psicofisico. Come? Reinserendo nella nostra alimentazione quei
micronutrienti essenziali, quasi scomparsi dai cibi presenti attualmente sulle
nostre tavole, a causa della bassa qualità degli stessi e di una scarsa
consapevolezza di quali siano effettivamente i cibi di buona qualità. Per
promuovere la salute, in particolare, sarebbero necessari programmi di
educazione alimentare che permettano agli individui di gestire in modo
equilibrato la loro nutrizione secondo le disponibilità locali e le tradizioni
culinarie regionali.
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