sabato 29 novembre 2014






Tradizione e Qualità, per difenderci dall’appiattimento della Globalizzazione.







Operare per la protezione delle cucine locali e delle produzioni tradizionali, delle specie vegetali e animali a rischio di estinzione, e sostenere con forza un nuovo modello di agricoltura, devono essere considerate, senza esitazione, imprescindibili priorità. 
E’ stato questo il tema trattato nell’incontro annuale Federcarni. 
Ci apprestiamo a realizzare l’evento dell’Expo 2015, che vedrà la nostra nazione al centro di una attenzione mediatica mondiale. Nutrire il pianeta, energia per la vita. Un tema importantissimo per la nostra categoria. Da sempre abbiamo lavorato in questa direzione, la sostenibilità come approccio culturale. Proprio i tempi frenetici che scandiscono la vita familiare sono la causa, negli ultimi decenni, delle cattive abitudini alimentari. Per tale motivo va ritrovata una giusta dimensione, un nuovo livello caratterizzato da valori e parametri diversi, che pongano in primo piano la qualità e non la quantità, il benessere psicofisico e non il consumismo sfrenato, l’insostituibile primato della storia e delle tradizioni di un popolo e di una terra, contro una globalizzazione sfrenata che mira soltanto all’omologazione e all’appiattimento a favore dei poteri forti della società post - industriale. La genuinità e la diffusione di prodotti agro-alimentari è innanzitutto una necessità sociale, oltre a rappresentare un’importante valore economico. Centrale è il ruolo del territorio, poiché la qualità e la genuinità del cibo vanno di pari passo con la tradizione consolidata nelle attività di coltivazione e di allevamento delle comunità locali, frutto d'esperienze millenarie sulle quali oggi si innestano forti innovazioni scientifiche e tecnologiche. L'alta qualità della tradizione alimentare locale è nota e apprezzata in tutto il mondo. Il cibo locale è amato perché è sano e genuino in quanto il piacere, la qualità, il gusto alimentare, le cucine ed i prodotti regionali, la biodiversità e la salute di uomini e animali fanno parte della cultura italiana del saper vivere. Questo fattore di eccellenza dell’Italia è frutto di secoli di affinamento delle competenze degli agricoltori, dei metodi produttivi, delle pratiche agricole e zootecniche, oltre che delle scelte dell’industria alimentare e del sistema commerciale.  Le istituzioni pubbliche, le imprese private, le associazioni umanitarie, le organizzazioni non governative, le rappresentanze dei consumatori e dei produttori promuovono, lungo l’intera filiera agro-alimentare, lo sviluppo dei sistemi economici e sociali di tutto il pianeta. Prima di tutto bisogna: preservare la biodiversità, argomento trattato dal prof. Giampaolo Colavita, Docente di Ispezione e Controllo degli Alimenti Università degli Studi del Molise,  rispettare l'ambiente in quanto eco-sistema dell'agricoltura, tutelare la qualità e la sicurezza del cibo, educare alla nutrizione per la salute e il benessere della persona. E’ necessario anche individuare strumenti migliori di controllo e d’innovazione, dalle biotecnologie che non rappresentano una minaccia per l'ambiente e la salute, per garantire la disponibilità di cibo nutriente.  Fondamentale è anche offrire una grande opportunità di comunicazione e di promozione alle comunità produttive di base, agli agricoltori, alle imprese alimentari, alla catena della logistica e della distribuzione, al comparto della ristorazione, ai centri di ricerca e alle aziende che intendono valorizzare le innovazioni e le tecnologie produttive che generano un prodotto alimentare sano. Bisogna infine garantire la qualità del cibo con appropriati sistemi di tutela e monitoraggio delle contraffazioni e delle adulterazioni.                                                                                      Si parla tanto di eco gastronomia, capace di unire il rispetto e lo studio delle culture enogastronomiche, a sostegno di quanti nel mondo si adoperano a diffondere la biodiversità agroalimentare. È anche compito della nostra categoria affermare la necessità dell’educazione del gusto come migliore difesa contro la cattiva qualità e le frodi e come strada maestra contro l’omologazione dei nostri pasti.

Articolo pubblicato su Isernianews



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