Criminalizzazione della carne
Il mangiare
non è solo una necessità
fisiologica, ma una questione culturale,
storica e sociale.
Naturalmente
deve esserci un giusto rapporto tra una corretta alimentazione e la salute, ma
questo oltre ad essere ormai documentato scientificamente è ben risaputo dal
consumatore.
Ogni tanto in qualche
trasmissione televisiva o in riviste che hanno rubriche sull’alimentazione si
dice che la carne fa male, suggerendo implicitamente di non mangiarla o tutt’al
più, di mangiarne molto poca, con
testimonianze anche di divi e altri personaggi noti. Premesso che troppa carne
fa male d’altronde come tutti gli altri
cibi. Con tutto il rispetto che ho per i vegetariani e vegani anche l’Unione Nazionale Consumatori
contesta decisamente tali affermazioni, del resto insieme alla quasi totalità
dei nutrizionisti. Chi criminalizza la carne come un alimento dannoso alla
salute dimentica innanzitutto quale era lo stato nutrizionale della popolazione italiana un
secolo fa, quando il consumo medio non arrivava complessivamente a 20 chili
procapite. È vero che l’apporto di proteine della cerne può essere assicurato
da uova e formaggio, ma è altrettanto vero che la carne fornisce in misura
elevata e assimilabile per l’organismo
nutrienti importanti come ferro, zinco, e vitamina B12, indispensabile per la
formazione dei globuli rossi del sangue, oltre a minerali vari, come il selenio
che combatte i radicali liberi, che servono per costruire le molecole di quelli
enzimi che, a nostra insaputa, lavorano attivamente per mantenerci in buona
salute. Va, infatti, ricordato che il corpo umano ha bisogno di circa 40
elementi nutritivi fra proteine, grassi carboidrati, vitamine,minerali, acqua,
e microelementi, che sono sparsi in tutti gli alimenti. Il ruolo di molti di
questi non è ancora ben noto, ma è stato accertato che,se nell’alimentazione ne
manca qualcuno, ne risulta compromesso il benessere fisiologico ed è probabile
l’insorgenza di qualche malattia. Per tale motivo, oggi tutti i nutrizionisti
sono concordi nell’affermare che l’alimentazione deve essere il più possibile variata e alternata,
in modo da assicurare all’organismo, con sufficiente probabilità, tutti i
nutrienti di cui ha bisogno e di cui anche la carne è una fonte importante.
Una
corretta ed equilibrata nutrizione, garantita dalla tipicità e genuinità dei
prodotti, è in grado di ridurre notevolmente i rischi che insorgono spesso da
alimentazioni sbagliate, che favoriscono la diffusione di malattie importanti.
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