martedì 23 agosto 2016

Qualità, competenza e vicinanza al cliente, ecco come competere (e affrontare) la grande distribuzione
 

In uno stato di crisi del consumo alimentare, a causa del difficile momento di recessione economica, ci si ritrova a dover prendere inevitabili decisioni su come investire le risorse per mantenere alta la competitività del settore.
I moderni stili di vita hanno indotto noi operatori del settore carni ad orientare la produzione ed i servizi su modelli di consumi imposti dalla società attuale.
In una situazione simile, il futuro del nostro mestiere e quello delle nostre aziende si giocherà soprattutto sulla capacità che avremo di valorizzare quelli che tradizionalmente sono i punti di forza degli operatori del settore, cioè professionalità e qualità del prodotto. E per fare questo bisognerà puntare su strumenti che accrescono la visibilità e la conoscenza che il cliente ha dei nostri punti vendita e del prodotto che trattiamo.
La grande paura di essere inghiottiti dalla grande distribuzione, alla quale il consumatore si rivolge in modo massiccio anche per i prodotti alimentari freschi, induce tutti i membri della filiera alimentare della vendita al dettaglio ad affinare le competenze nelle tecniche di vendita.
Fondamentale è investire su energie e aspetti che vanno oltre la tradizione. La grande distribuzione per la promozione e la pubblicità mettono in campo ingenti somme, cifre mostruose e da capogiro: manifesti, pagine di giornali, e spot pubblicitari su radio e televisioni locali e no. Uno sforzo economico insopportabile e impensabile per la nostra realtà. A noi, dunque, non rimane che mettere in campo quello che nessun centro commerciale e nessuna grande distribuzione può comprare: piccole aziende a portata d’uomo. Investiamo sulla nostra qualità, lavoriamo per costruire botteghe fatte da professionisti e soprattutto da famiglie che vivono e lavorano a stretto contatto con la clientela, quella clientela che ancora crede nei prodotti naturali, nei prodotti locali, nel mangiar sano. Ma, soprattutto quelle persone che vogliono ancora difendere l’economia della nostra regione. Alla semplicità e alla genuinità della piccola attività.
Bisogna però saper aggiungere quel pizzico di nuova competenza, si devono individuare i gusti e le inclinazioni del cliente per comprendere il prodotto più vicino ai suoi desideri. Quindi, non va sottovalutata la comunicazione nelle botteghe, non solo per il significato e per l’attrazione delle parole. Lontano da qualsiasi complesso esperimento scientifico, il professionista può e deve conoscere il suo cliente e riesce a farlo anche attraverso mezzi molto semplici.

                                                                                Presidente Federcarni Molise
                                                                                       Cav. Michele Natilli


Nessun commento:

Posta un commento